Le fotografie di questo catalogo non si sfogliano, non si scorrono con l’indice su uno schermo, si prestano invece ad essere visualizzate una alla volta ed hanno una dimensione ottimale per consentire agli occhi di poter ‘navigare’ in quel quadro/cornice secondo il registro che preferiamo: storico, artistico o architettonico. In altre parole è come replicare il processo visivo naturale che ci consente di cogliere in ogni punto il dettaglio, come se ci concentrassimo dal vero sull’opera o ci affacciassimo sul contesto in cui si trova. In questo racconto sul Lapidarium di Aceves ad Arezzo, di immagini ne abbiamo ‘solamente’ 36, che non è un numero catartico, è al più evocativo, almeno per tutti coloro che, nativi-non-digitali, si ricorderanno che tante erano le possibilità di trasformare un’impressione o un’idea in una permanente memoria, dopo una rapida ma non per questo meno meditata riflessione: la pellicola, prima o poi, sarebbe infatti inesorabilmente terminata.
Andrea Sbardellati, Arezzo nel cammino di Aceves. Un racconto per immagini, catalogo della mostra a cura di Roberto Barbetti e Francesco Buranelli.